Dichiarazione dei redditi 2024, ecco tutti i “trucchi” per pagare meno tasse: tutte le spese detraibili o deducibili

Dichiarazione dei redditi 2024, ecco tutti i “trucchi” per pagare meno tasse: tutte le spese detraibili o deducibili

Pubblicato il: 07/06/2024

A breve tutti saremo chiamati a presentare la tanto temuta dichiarazione dei redditi. Uno dei metodi attraverso cui essa è effettuata è il c.d. modello 730, che rappresenta la modalità attraverso cui i lavoratori dipendenti e i pensionati andranno a pagare le imposte sui redditi percepiti nell’anno di imposta precedente.

La scadenza per l’invio della dichiarazione è fissata al 30 settembre 2024, ma è facoltà di ognuno poter procedere alla presentazione anche prima della detta scadenza.

Nella compilazione del modello 730, i contribuenti potranno dichiarare e documentare se, nel corso dell’anno, hanno sostenuto spese detraibili o deducibili tali da permettere un risparmio sulla dichiarazione dei redditi, riducendo – in poche parole – l’ammontare delle tasse che il contribuente dovrà pagare all’erario.

In particolare, gli oneri deducibili (secondo il dettato dell’art. 10 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi) vanno identificati come tutte quelle spese che permettono di “abbassare” il reddito su cui – poi – vengono calcolate le tasse (ad esempio: se ho un reddito di 20mila euro annui, ma ho sostenuto oneri deducibili nel corso dell’anno di imposta per 2mila euro, le tasse andranno calcolate su un reddito di 18mila euro).
Rientrano, ad esempio, nel novero delle spese deducibili quelle sostenute per contributi previdenziali e assistenziali, per contributi e premi per forme pensionistiche integrative nonché gli assegni corrisposti al coniuge separato.

Gli oneri detraibili (così come definiti dagli articoli 15, 16 e 16 bis del TUIR) sono, invece, le spese che possono essere sottratte direttamente dall’ammontare delle tasse che dovremmo versare all’erario (esempio: se dalla dichiarazione dei redditi risulta da versare un’imposta di 2mila euro e ho spese detraibili per mille euro, l’importo che dovrò effettivamente pagare allo stato sarà di mille euro, ossia l’imposta detratto l’ammontare della spesa detraibile).

Innanzitutto, nel novero delle spese detraibili rientrano le spese di affitto, in diversa misura a seconda della fascia di reddito. In particolare:

  • spetta una detrazione di 300 euro se il reddito complessivo non supera i 15.494 euro, ovvero di 150 euro con reddito compreso tra 15.494 e 30.978 euro;
  • nel caso di lavoratori dipendenti che spostano la propria residenza nel comune di lavoro o limitrofo, per i primi 3 anni di trasferimento (se trasferiti ad almeno 100 km e in regione diversa) spetta una detrazione di 992 euro se il reddito complessivo non supera i 15.494 euro, ovvero di 496 euro con reddito compreso tra 15.494 e 30.978 euro;
  • per i giovani inquilini (fino a 31 anni) che si trasferiscono dall’abitazione dei genitori è riconosciuta una detrazione fino a 2000 euro dell’affitto se il reddito complessivo non supera i 15.494 euro;
  • spetta, inoltre, una detrazione del 19% per il canone di affitto sostenuto dalle famiglie per gli studenti fuori sede, fino ad un massimo di 2.633 euro.

Viceversa, nel caso in cui si tratti di spese per l’acquisto della proprietà della casa, si potrà detrarre fino al 19% sugli interessi passivi pagati per il contratto di mutuo, fino ad un massimo di 4mila euro, nonché il 19% delle spese eventualmente pagate all’agenzia immobiliare, fino ad un massimo di mille euro.
Sono, altresì, detraibili dal proprietario tutte le voci connesse ai bonus edilizi che in questi ultimi anni abbiamo imparato a conoscere molto bene (ad es. ecobonus, sismabonus, superbonus ecc.).

Quanto, invece, alle spese sostenute per la persona e la famiglia, le voci da portare in detrazione riguardano:

  • gli abbonamenti al trasporto pubblico, su cui è possibile detrarre il 19% fino ad un massimo di spesa di 250 euro;
  • le spese sostenute per il pagamento dei premi dell’assicurazione a vita, infortunio e rischio di non autosufficienza, da cui è possibile detrarre il 19% su un limite massimo di 530 o 1.291,14 (a seconda della polizza);
  • i contributi previdenziali ed assistenziali, detraibili dal 23% al 43% in base alla fascia di reddito, che siano versati da lavoratori autonomi, agricoli, fondo casalinghe e per il riscatto degli anni di laurea, nonché la detrazione al 50% per i contributi versati per il riscatto di periodo non coperti da contribuzione (c.d. pace contributiva);
  • i contributi versati per addetti a servizi domestici e familiari (come colf, badanti, babysitter), che sono detraibili – dal 23 al 43% in base al reddito – fino ad un massimo di euro 1.549,37;
  • spese funebri, per le quali spetta una detrazione fino al 19% per un importo di spesa massimo di euro 1.550, riferito a ciascun decesso.

Inoltre, sono molteplici le voci di spesa riferite ai figli che possono essere oggetto di detrazione. Così, ad esempio, sono detraibili, nella misura del 19%:
  • il costo (i) delle rette degli asili nido (sia pubblici che privati), fino ad un massimo di 632 euro per figlio, (ii) delle spese sostenute per la frequenza di scuole dell’infanzia, primarie e secondarie, per un importo massimo di euro 800 per ciascun alunno, nonché (iii) delle spese per la frequenza di corsi di laurea o di perfezionamento professionale;
  • le spese per l’acquisto di strumenti utili all’apprendimento per gli studenti con diagnosi di DSA;
  • le spese sostenute per l’attività sportiva, fino ad un massimo di 210 euro per ciascun figlio di età compresa tra i 5 e i 18 anni.

Quanto, invece, alle spese mediche generiche e di assistenza specifica sostenute dai disabili nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione, esse sono interamente deducibili dal reddito imponibile ai fini della dichiarazione dei redditi.
Inoltre, è possibile portare in deduzione:
  • il 19% delle spese sostenute per l’acquisto di farmaci e dispositivi medici (inclusi gli occhiali con lenti da vista), nonché per il pagamento di ticket, degenze ospedaliere, prestazioni specialistiche ed analisi ecc.;
  • nei casi in cui vi sia un familiare con disabilità, sarà possibile dedurre (i) tra il 23 e il 43% delle spese mediche generiche e di assistenza specifica sostenute nell’interesse di familiari (anche se non fiscalmente a carico); (ii) il 19% delle spese sostenute per l’acquisto di mezzi necessari all’accompagnamento e alla deambulazione; (iii) il 19% delle spese per addetti all’assistenza personale (es. badanti) in caso di non autosufficienza, fino ad un massimo di 2.100 euro (per contribuenti con reddito inferiore a 40mila euro, anche laddove si tratti di spesa sostenuta per un familiare non fiscalmente a carico).
Inoltre, possono essere detratte – dal 26 al 35% – tutte le erogazioni a favore di Onlus, associazioni di volontariato, enti del terzo settore ed anche partiti politici.

È importante sottolineare che la detrazione degli oneri può essere effettuata a condizione che la spesa sia sostenuta con metodi di pagamento tracciabili (ovvero, in mancanza, che vi sia regolare fattura che descriva esattamente il servizio per cui è stato effettuato il pagamento), ad eccezione delle spese mediche per l’acquisto di medicinali e dispositivi medici, nonché delle prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate dal servizio sanitario nazionale.
Per chi ha, invece, un reddito compreso tra i 120 e 240 mila euro annui, le detrazioni fiscali sono ridotte progressivamente – fino ad azzerarsi – al superamento dei 240 mila euro.
Le uniche eccezioni sono rappresentate dalle spese sanitarie e di mutuo che restano detraibili in piena misura.


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