Ferie forzate, il datore di lavoro può obbligarti ad andare in ferie ma solo a determinate condizioni: ecco quali

Ferie forzate, il datore di lavoro può obbligarti ad andare in ferie ma solo a determinate condizioni: ecco quali

Pubblicato il: 30/06/2024

Se sei un lavoratore, devi sapere che hai diritto alle vacanze: ossia, ogni anno, hai diritto a un periodo di riposo retribuito. La Costituzione (art. 36) stabilisce che questo è un tuo diritto fondamentale.

D’altro canto, le ferie hanno la funzione di permettere al lavoratore di recuperare le energie psicofisiche spese sul lavoro e, quindi, devono essere garantite proprio per tutelare la salute dei dipendenti (art. 32 Cost.). Per questo motivo, il diritto alle ferie è un diritto irrinunciabile: non si può rinunciare al riposo, né il datore di lavoro può negarlo.

Però, il datore di lavoro può obbligare il lavoratore a fruire delle proprie vacanze?

La normativa (art. 10 del D.lgs. 8 aprile 2003, n. 66) stabilisce il diritto del lavoratore ad un periodo annuale di ferie retribuite. Salvo diversa previsione del CCNL (contratto collettivo nazionale), la legge individua un periodo annuale di ferie di almeno quattro settimane:

  1. due settimane, durante l’anno di maturazione delle ferie. Se il lavoratore lo richiede, tale periodo può essere goduto in modo continuativo, ma la richiesta deve essere tempestiva per consentire al datore di organizzare l’attività;
  2. le restanti due settimane, da usare anche in modalità frazionata nei 18 mesi successivi all’anno di maturazione delle ferie.
 
Il periodo di ferie deve tenere conto degli interessi del lavoratore: il datore di lavoro deve prendere in considerazione le esigenze del dipendente, assicurando una programmazione che consenta il concreto recupero delle energie.
 
Infatti, secondo il codice civile (art. 2109), in assenza di disciplina contrattuale, è il datore che stabilisce il piano delle ferie, considerando sia le esigenze economico-produttive dell’azienda, sia i bisogni dei dipendenti. Quindi, il lavoratore non può decidere a proprio piacimento il periodo di ferie, ma deve concordare i giorni con il datore di lavoro.
 
Normalmente, il lavoratore e il datore si accordano per un piano ferie in modo da soddisfare le esigenze di entrambi. Tuttavia, se l’accordo manca, l’ultima parola spetta al datore. Il codice (sempre l’art. 2109) precisa che il datore deve. comunque, preventivamente comunicare al dipendente il periodo stabilito per il godimento delle ferie. La comunicazione delle ferie deve avvenire in anticipo, in modo da assicurare al lavoratore il tempo necessario per organizzarsi.
 
Dunque, il datore di lavoro può imporre le ferie al dipendente senza preavviso?
 
La risposta è sì, ma solo a determinate condizioni.
 
In linea generale, il datore non può imporre delle ferie forzate senza preavviso. Difatti, costringere i lavoratori a prendere ferie forzate va contro la normativa, ma esistono particolari circostanze in cui, non essendoci altre opportunità di lavoro significative per il dipendente o per i dipendenti, il datore è autorizzato a imporre periodi di ferie.
 
Tra queste situazioni, è possibile ricomprendere la chiusura dell’azienda per ristrutturazioni o modifiche strutturali necessarie, la chiusura della società ordinata dalle autorità, nonché l’interruzione dell’attività durante un determinato periodo dell’anno (ad esempio, si pensa alle vacanze obbligatorie a Natale, Capodanno e nei giorni di ponte) o il blocco dell’attività per cali di lavoro (al fine di evitare il ricorso agli ammortizzatori sociali, come la Cassa Integrazione).
 
Ovviamente, da quanto detto, si può comprendere che i motivi che possono giustificare ferie forzate devono avere un carattere oggettivo. In queste situazioni, la legittimità della scelta del datore si fonda sulla necessità aziendale oppure su norme relative alla chiusura aziendale nel corso di specifici periodi festivi.
 
Al contrario, il datore non può imporre al dipendente ferie forzate in base a motivi soggettivi: cioè, le ragioni del riposo forzato non devono riguardare la persona del lavoratore (ad esempio, il rendimento, le competenze o la condotta del dipendente), né devono essere collegati alla discrezionalità del datore.
 
In conclusione, al di là di queste specifiche situazioni, per il datore è vietato obbligare il lavoratore a usufruire di ferie forzate. Ciò vuol dire che il lavoratore potrà contestare la scelta del datore di disporre le ferie forzate se, ad esempio, mancano ragioni organizzative.

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