Venezia, al via il biglietto di ingresso, sospetti di anticostituzionalità: come funziona il ticket e chi deve pagarlo

Venezia, al via il biglietto di ingresso, sospetti di anticostituzionalità: come funziona il ticket e chi deve pagarlo

Pubblicato il: 05/05/2024

Con la delibera n. 236 del 23 novembre 2023, la Giunta Comunale del Comune di Venezia ha disciplinato le modalità di applicazione del cd. “contributo di accesso”, ovvero il ticket di ingresso da 5 euro che i visitatori della città dovranno pagare.

Il Comune ha previsto un elenco di 29 giornate totali in cui i visitatori saranno tenuti al pagamento del detto contributo.

La misura si applica nei confronti dei cd. turisti giornalieri non residenti nel Veneto, ossia tutti coloro i quali abbiano più di 14 anni, entrino in città “con qualsiasi vettore”, ovvero con qualunque mezzo di trasporto (dal treno al traghetto), dalle ore 8.30 alle ore 16 e non pernottino in strutture ricettive collocate all’interno della città. Non saranno infatti tenuti al pagamento del ticket i visitatori che effettuano prenotazioni per il pernottamento in città, dal momento che gli stessi sono già tenuti al pagamento della tassa di soggiorno (pari a 3€ a notte).La ratio della misura risiede nella volontà, da parte del comune veneziano, di scoraggiare il cd. turismo “mordi e fuggi” in particolari giorni dell’anno, ove l’affluenza è particolarmente elevata, cercando al contempo proteggere l’unicità e la bellezza della città.
Sono inoltre previste sanzioni a carico di chi verrà trovato in mancanza del suddetto biglietto. Infatti è prevista l’erogazione di una sanzione amministrativa da un minimo di 50€ a un massimo di 300€, cui si aggiunge il costo del contributo di accesso.

Varie sono le criticità, dal punto di vista squisitamente giuridico, che discendono dall’applicazione di tale misura.
In primo luogo, è opportuno menzionare la norma di cui all’art. 16 per cui “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza.
Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.
Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.

La norma citata tutela la libertà di circolazione e di soggiorno all’interno di tutto il territorio della Repubblica, introducendo, a protezione di tale libertà, una riserva assoluta di legge, in quanto solo la legge ordinaria può disporre limitazioni ed esclusivamente in presenza di motivi di sanità o sicurezza.
Ebbene, in primo luogo dubbia è la legittimità costituzionale di una disposizione che assoggetta la libertà di circolazione all’interno del territorio della città di Venezia al pagamento di un contributo, seppur minimo, in assenza di motivi di sanità o sicurezza.

Inoltre, dubbia è l’idoneità dello strumento utilizzato nel caso di specie. La Costituzione, infatti, parla di limitazioni che possono essere stabilite dalla legge, facendo quindi riferimento alla legge ordinaria.

Le deliberazioni dei Comuni invece rientrano tra le fonti secondarie del diritto, in quanto espressione del potere normativo degli enti pubblici. Ne discende l’impossibilità di limitare un diritto costituzionalmente riconosciuto come quello di cui all’art. 16.

La delibera del comune veneziano, inoltre, cozza anche con il diritto sovranazionale e in particolare con le norme comunitarie. Infatti, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, detta anche Carta di Nizza (perché proclamata a Nizza nel 2000), all’art. 45, rubricato “Libertà di circolazione e di soggiorno”, prevede al co. 1 il diritto, da parte di ogni cittadino dell’Unione, di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.

Analizzate quindi le potenziali criticità in ordine alla legittimità di tale misura, sarà necessario verificarne l’andamento. Ad oggi, comunque, il Comune di Venezia ha incassato, attraverso il pagamento del ticket, la somma di 723.000 euro, con un numero di ingressi registrati pari a 144.000 persone.


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